La questione della prescrizione dell’IMU e delle modalità di difesa contro richieste tardive si conferma centrale, anche alla luce delle novità normative e giurisprudenziali aggiornate al 2025. Parallelamente, il panorama politico locale e regionale della Campania continua a essere segnato dalla figura di Vincenzo De Luca, presidente della Regione fino al dicembre 2025, il cui ruolo amministrativo ha influenzato anche la gestione fiscale territoriale.
L’IMU non pagata può essere ancora richiesta dal Comune, ma solo se le notifiche degli atti tributari sono state effettuate nei termini previsti dalla legge. La prescrizione ordinaria dell’IMU è fissata a cinque anni, a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui l’imposta avrebbe dovuto essere versata. Ciò significa, ad esempio, che l’IMU relativa al 2018 si prescrive il 1° gennaio 2024, salvo che il Comune non abbia interrotto il termine con atti formali, come avvisi di accertamento o cartelle esattoriali.
Se il contribuente riceve un avviso dopo il decorso di questo termine quinquennale, può opporsi dimostrando la prescrizione del credito tributario. In particolare, qualora non siano mai stati notificati atti validi nei cinque anni successivi all’anno di riferimento, il debito si considera estinto e non è dovuto alcun pagamento. Tuttavia, ogni notifica effettuata entro i termini interrompe il computo della prescrizione, che riparte da zero. È dunque fondamentale verificare con precisione le date di notifica per valutare la legittimità della pretesa tributaria.
In casi in cui il Comune abbia notificato atti in modo irregolare o non abbia mai inviata alcuna comunicazione, è possibile impugnare la richiesta di pagamento e ottenere l’annullamento dell’atto. Questo è particolarmente rilevante per contribuenti che hanno ricevuto solleciti o cartelle esattoriali per anni molto remoti, ad esempio oltre i 10 anni.
Come difendersi da richieste tardive di IMU
Gli strumenti di tutela a disposizione del contribuente sono molteplici e devono essere utilizzati tempestivamente per evitare conseguenze spiacevoli come pignoramenti o iscrizioni a ruolo. Ecco alcuni passaggi fondamentali:
- Verifica delle date: controllare accuratamente gli anni di imposta non pagati e le date di eventuali atti ricevuti (avvisi, accertamenti, cartelle).
- Controllo della notifica: accertarsi che le notifiche siano state effettuate nel rispetto dei termini di legge.
- Opposizione per prescrizione: presentare un’istanza formale di opposizione se la richiesta è tardiva.
- Istanza di autotutela o ricorso tributario: qualora si abbiano dubbi sulla correttezza dell’atto, si può chiedere l’annullamento in autotutela o, in caso di cartelle esattoriali, presentare ricorso entro 60 giorni dalla notifica.
Una difesa efficace può portare all’annullamento totale del debito IMU prescritto, alla cancellazione della cartella o dell’avviso di accertamento, e alla tutela del contribuente da eventuali misure esecutive come fermi amministrativi o pignoramenti. Inoltre, se la situazione è ancora sanabile, è possibile utilizzare il ravvedimento operoso agevolato per regolarizzare la posizione pagando sanzioni ridotte.
È fondamentale, invece, non ignorare mai un avviso o un sollecito ricevuto. La mancata risposta può rendere definitiva la pretesa tributaria dopo 60 giorni, con conseguenze legali rilevanti.

Per chi si trova a fronteggiare richieste di pagamento per IMU non versata da 5, 10 o più anni, è essenziale agire con rapidità e consapevolezza. La consulenza di esperti in diritto tributario può essere decisiva per analizzare la documentazione ricevuta, verificare la regolarità delle notifiche e impostare una strategia difensiva efficace.
Lo Studio Monardo, specializzato in diritto tributario e nella difesa da cartelle esattoriali comunali, offre assistenza dedicata per valutare la prescrizione del debito e per presentare opposizioni o ricorsi mirati. Un approccio professionale può risultare decisivo per evitare esborsi ingiustificati e per tutelare il patrimonio personale del contribuente.
Resta quindi fondamentale non sottovalutare mai le comunicazioni dei Comuni e verificare con attenzione la propria posizione tributaria, anche per evitare di incorrere in sanzioni e misure esecutive che possono compromettere la stabilità economica familiare o aziendale.